News   Pubblicato il 23 novembre 2018

Prevedere i crimini: l’intelligenza artificiale per le investigazioni

Prevedere i crimini: l’intelligenza artificiale per le investigazioni

In quali contesti potrebbe essere utile l’utilizzo delle reti neurali per prevenire reati e illeciti e perché è opportuno procedere con cautela scientifica per evitare non solo derive tecnocentriche, ma anche la perdita di fiducia in una tecnologia dai risvolti molto promettenti in ambito investigativo.

Di pochi giorni fa la notizia dell’algoritmo che “predice” il reato, “ideato” alla questura di Napoli basandosi su anni di esperienza in strada a combattere piccoli e grandi reati. Il sistema, che prende il nome di “X-LAW”, è una soluzione euristica che recentemente era stata installata anche dalla Polizia di Venezia, con i primi risultati positivi richiamati dai giornali (parafrasando il famoso film “minority report”).

E altri casi verranno. Ecco perché negli ultimi tempi, non solo tra gli addetti ai lavori, ci si interroga sul ruolo dell'Intelligenza Artificiale (o meglio, reti neurali) per migliorare efficacia ed efficienza cognitiva in ambito sicurezza, antifrode, intelligence e indagini. Si ipotizzano scenari futuristici molto particolari e di un certo interesse non solo per gli appassionati, in cui l’intelligenza artificiale potrà sostituire (e superare) le abilità cognitive dell’uomo.

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